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	<title>Recupero Dati - Tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere &#187; News</title>
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		<title>Consigli dell&#8217;esperto</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 20:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli dell'esperto]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[recupero dati]]></category>

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		<description><![CDATA[A partire da oggi, inauguriamo una nuova categoria del nostro blog sul recupero dati, i consigli dell&#8217;esperto.
In questa rubrica, cercheremo di dare una valida risposta alle domande più frequenti che vi vengono fatte dai nostri vistatori online.
Sono infatti tantissimi i casi in cui ricorrere ad un tecnico o addirittura ad un centro professionale di recupero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.k4net.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/esperto.gif" alt="" width="250" height="198" />A partire da oggi, inauguriamo una nuova categoria del nostro blog sul recupero dati, i consigli dell&#8217;esperto.</p>
<p>In questa rubrica, cercheremo di dare una valida risposta alle domande più frequenti che vi vengono fatte dai nostri vistatori online.</p>
<p>Sono infatti tantissimi i casi in cui ricorrere ad un tecnico o addirittura ad un centro professionale di recupero dati è assolutamente inutile, anche per chi ha una conoscenza informatiche basilare.</p>
<p>File di word o excel corrotti o danneggiati. Archizi Zip danneggiati, file cancellati inavvertitamente, formattazioni imprudenti sono solo alcuni degli esempi per cui conoscere il tool adatto è sufficente per risolvere un problema che , risolto con l&#8217;ausilio di un tecnico può costare molto più tempo e denaro.</p>
<p>Vi forniremo i software giusti per ogni evenienza, alcuni addirittura gratuiti, per questo dovrete ringraziare coloro che li hanno sviluppati, e le istruzioni in Italiano passo passo, fornite da noi, su come muoversi per non creare ulteriori danni.</p>
<p>Speriamo con questa serie di articoli di poter dare un servizio utile a tutti quelli che cercano un aiuto concreto per il recupero dati da hard disk ancora funzionanti. Nel caso in cui il vostro hard disk presenti un guasto al firmware, all&#8217;elettronica, alle testine o al motore, questi consigli sono inutili, sarà necessario effettuare una riparazione del supporto prima di poter procedere al recupero dati.</p>
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		<title>Il nostro laboratorio</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 18:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[recupero dati]]></category>
		<category><![CDATA[Camera Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[cappa flusso laminare]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei siti dove si tratta di recupero dati, capita spesso di leggere a proposito della &#8220;clean room&#8221; o  &#8220;camera bianca&#8221;, quale strumento fondamentale per poter eseguire in sicurezza la riparazione dell&#8217;hard disk e succesivamente recuperare i file in esso custoditi. Questa informazione è fuorviante e può essere facilmente smentita.
Per fare ciò, è necessario capire innanzittutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei siti dove si tratta di recupero dati, capita spesso di leggere a proposito della &#8220;clean room&#8221; o  &#8220;camera bianca&#8221;, quale strumento fondamentale per poter eseguire in sicurezza la riparazione dell&#8217;hard disk e succesivamente recuperare i file in esso custoditi. Questa informazione è fuorviante e può essere facilmente smentita.</p>
<p>Per fare ciò, è necessario capire innanzittutto che cos&#8217;è una camera bianca.</p>
<p style="text-align: center;">
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 462px"><img class=" " title="camera bianca flusso verticale" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b2/Laminar_Flow_Reinraum.png" alt="camera bianca flusso verticale" width="452" /><p class="wp-caption-text">camera bianca flusso verticale</p></div>
<p style="text-align: left;">Il principio fondamentale della camera bianca è quello della filtrazione dell&#8217;aria. La camera bianca si compone di 2 ambienti chiusi, uno dentro l&#8217;altro. Nell&#8217;ambiente interno, dove lavorano gli operatori, per mezzo di  ventole molto potenti posizionate sul soffitto, viene immessa dell&#8217;aria attraverso filtri capaci di trattenere particelle di polvere inferiori ai 5 micron. La polvere sospesa nell&#8217;ambiente, spinta verso il pavimento viene a sua volta aspirata attraverso prese d&#8217;aria posizionate nella parte più bassa delle pareti dalle stesse ventole precedentemente citate. Questo processo crea un ricircolo dell&#8217;aria che permette di eleminare quasi totalmente la polvere dall&#8217;ambiente di lavoro, spingendolo nella parte &#8216;esterna e poi successivamente trattenendola nei filtri.<span id="more-353"></span></p>
<p><img class="aligncenter" title="Camera Bianca" src="http://terrauniversal.com/gallery/cleanrooms/Hardwall_Plastic_Cleanrooms/Images/static_dessipative_pvc_hardwall_cleanroom_2_gal.jpg" alt="" width="452" height="452" /></p>
<p>Come possiamo vedere da questa immagine, una camera bianca è un vero e proprio laboratorio sterile. Perchè questa sia completa e certificabile, dovrà essere posizionata all&#8217;interno di un vano poco più grande, in modo da creare ricircolo.</p>
<p>Oltre a questo, per far si che questi locali  possano essere considerati camera bianca, sono fondamentali :</p>
<p>- Porte a chiusura stagna.</p>
<p>- Anticamera dotata di doccia d&#8217;aria filtrata dove indossare e depolverizzare gli indumenti adatti.</p>
<p>- Locali totalmente privi di angoli vivi.</p>
<p>- Sistema di ventilazione a flusso verticale o turbolento ( vedi immagine)</p>
<p>- Mobili e sedie per camera bianca</p>
<p>Inoltre sarà necessario:</p>
<p>- Indossare abiti depolverizzati in tnt usa e getta. Oppure abiti sterilizzati quotidianamente da una società certificata.</p>
<p>- Mantenere costantemente acceso il sistema di areazione. (o comunque accenderlo almeno 8 ore prima dell&#8217;utilizzo della camera)</p>
<p>- Pulire con speciali panni antistatici tutte le superfici quotidianamente.</p>
<p>Quelli descritti sono solo una parte delle procedure da rispettare affinchè la camera bianca sia considerabile tale.</p>
<p>Poi, in base ai filtri utilizzati ed al rigore nel rispetto delle procedure, la camera bianca otterrà una classificazione.</p>
<p>Per classe 100 (classe minima per la fabbricazione degli hard disk), si intende un ambiente dove non sono sospese in aria più di 100 particelle per metro cubo d&#8217;aria. Classe 1000 per 1000 particelle sospese per m3 e così via.</p>
<p>Dotarsi di ambiente simile, ma soprattutto mantenerlo, presenta costi proibitivi per una piccola società di recupero dati, soprattutto se si considera che la camera bianca è tutt&#8217;altro che indispensabile.</p>
<p>Se andiamo a verificare quali sono le attività per cui è fondamentale un ambiente tanto sterile, ci accorgiamo che per gli hard disk, è necessaria solo per la produzione dei piatti e microchip e per l&#8217;assemblaggio finale del prodotto.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img title="Cappa a flusso laminare " src="http://farm3.static.flickr.com/2515/3835024016_0db987a230_o.jpg" alt="" width="400" height="533" /><p class="wp-caption-text">Cappa a flusso laminare - Storage Service</p></div>
<p style="text-align: left;">Nel caso del recupero dati, non dovendo riparare l&#8217;hard disk per garantirgli nuova vita, cappe a flusso laminare o una glove box, sono più che sufficenti, perchè una volta riparato lo strumento, questo dovrà operare ancora solo per pochi momenti affinchè i dati  vengano recuperati. Investire in cappe a flusso laminare professionali è sicuramente più credibile.</p>
<p style="text-align: left;">Tant&#8217;è che noi ve le possiamo far vedere in foto, senza nascondere nessun dettaglio.</p>
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		<title>Hard disk</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 01:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[hard disk]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;hard disk drive, più comunemente chiamato hard disk. è una periferiche di archiviazione di massa che utilizza uno o più dischi magnetici per la memorizzazione di dati.

Il disco rigido è attualmente il dispositivo di archiviazione di dati elettronici più utilizzato essendo installato nella quasi totalità dei computer. Altri dispositivi elettronici sono dotati di Hard disk. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Hard Disk" src="http://www.bitcity.it/immagini/articoli/102/all-interno-di-un-hard-disk-7.jpg" alt="" width="460" height="331" />L&#8217;hard disk drive, più comunemente chiamato hard disk. è una periferiche di archiviazione di massa che utilizza uno o più dischi magnetici per la memorizzazione di dati.</p>
<p><span id="more-7"></span></p>
<p>Il disco rigido è attualmente il dispositivo di archiviazione di dati elettronici più utilizzato essendo installato nella quasi totalità dei computer. Altri dispositivi elettronici sono dotati di Hard disk. Dai videoregistratori di nuova generazione alle telecamere digitali.</p>
<p>Gli hard disk sono composti da un numero abbastanza limitato di componenti:</p>
<p>- Lo chassis, ovvero l&#8217;involucro.<br />
- La scheda elettronica, che permette l&#8217;interpretazione del dato da forma elettromagnetica a elettronica.<br />
- Il motore, sul quale sono montati i piatti e che possono raggiungere i 15000 giri/m.<br />
- I piatti, ricoperti da una pellicola magnetica su cui vengo registrati i dati.<br />
- Le testine, che planando sui piatti percepiscono le variazioni elettromagnetiche.<br />
- Il preamplificatore, che passa il segnale letto dalle testine alla scheda amplificandolo.<br />
- L&#8217;attuatore, un magnete che permette alle testine il corretto funzionamento.<br />
- Il connettore, la porta che permette la connessione dell&#8217;hard disk con il dispositivo predisposto al suo utilizzo.</p>
<p>Il primo hard disk risale agli anni 50 ed è un&#8217;invenzione della IBM. Costituito da 50 dischi da 24 pollici, poteva immagazzinare circa 5mb di dati. Agli inizi degli anni 60, sempre la IBM ideò il sistema di puntine sollevate dall&#8217;aria creata dalla rotazione dei piatti. Nel 73 uscì, sempre prodotto da IBM, il modello 3340 Winchester, che prese il nome dal famoso fucile, poichè era dotato di 2 dischi da 30mb, così come il fucile era dotato di 2 canne da 30 pollici. Per tutti gli anni 70, questo nome divento sinonimo di Hard Disk.</p>
<p>Nel 1980, la Seagate produsse il primo modello per personal computer da 5.25 pollici. A partire da quel momento, l&#8217;evoluzione degli hard disk ha avuto una progressiva crescita sia in termini prestazionali, velocità di rotazione del motore e tempo di accesso ai dati, che ovviamente di capacità di immagazzinamento.</p>
<p>L&#8217;archiviazione dei dati sulla superficie magnetica dei piatti, avviene attraverso il trasferimento di un tal verso alla magnetizzazione di un numero definito di domini di Weiss. Il numero di domini di Weiss che costituiscono un Bit, moltiplicato per l&#8217;estensione media degli stessi, in rapporto alla superficie di memoria disponibile, stabilisce la densità d&#8217;informazione (bit al pollice quadro).</p>
<p>Il continuo sviluppo della tecnologia ha portato questa densità vicino al limite: quando infatti il numero di domini che definiscono un singolo bit si è avvicinato all&#8217;unità e la loro area è dell&#8217;ordine di pochi nanometri quadri, l&#8217;energia termica sviluppata del sistema diventa simile all&#8217;energia magnetica ed è sufficiente un tempo molto breve per modificare il verso della magnetizzazione, risultando nella perdita dei dati contenuti.</p>
<p>I dati vengono salvati sui vari piatti, seguendo uno schema di allocazione fisica definito, attraverso di esso è possibile per il dispositivo, individuare la zona dove leggere/scrivere i dati sul disco. Uno di questi schemi, tra i più popolari, è il cosiddetto CHS acronimo per il termine inglese Cylinder/Head/Sector (Cilindro/Testina/Settore). Ai dati, nello schema CHS, viene attribuito un numero come indirizzo fisico per ciascuna delle seguenti:</p>
<p>Piatto<br />
un disco rigido si compone di uno o più dischi paralleli, di cui ogni superficie, detta &#8220;piatto&#8221; e identificata da un numero univoco, è destinata alla memorizzazione dei dati.</p>
<p>Traccia<br />
ogni piatto si compone di numerosi anelli concentrici numerati, detti tracce, ciascuna identificata da un numero univoco.</p>
<p>Cilindro<br />
l&#8217;insieme di tracce alla stessa distanza dal centro presenti su tutti i dischi è detto cilindro. Corrisponde a tutte le tracce aventi il medesimo numero, ma diverso piatto.</p>
<p>Settore<br />
ogni piatto è suddiviso in settori circolari, ovvero in &#8220;spicchi&#8221; radiali uguali ciascuno identificato da un numero univoco.</p>
<p>Blocco<br />
L&#8217;insieme di settori posti nella stessa posizione in tutti i piatti.</p>
<p>Testina<br />
Su ogni piatto è presente una testina per accedere in scrittura o in lettura ai dati memorizzati sul piatto; la posizione di tale testina è solidale con tutte le altre sugli altri piatti. In altre parole, se una testina è posizionata sopra una traccia, tutte le testine saranno posizionate nel cilindro a cui la traccia appartiene.</p>
<p>Questa struttura introduce una geometria fisica del disco che consta in una serie di &#8220;coordinate&#8221; CHS, esprimibili indicando cilindro, testina, settore. In questo modo è possibile indirizzare univocamente ciascun blocco di dati presente sul disco. Ad esempio, se un disco rigido si compone di 2 dischi (o equivalentemente 4 piatti), 16384 cilindri (o equivalentemente 16.384 tracce per piatto) e 16 settori di 4096 byte per traccia, allora la capacità del disco sarà di 4×16384×16×4096 byte, ovvero 4 GiB.</p>
<p>In <a title="IBM" href="http://www.research.ibm.com/research/demos/gmr/cyberdemo3.htm">questa</a> animazione possiamo vedere come in un hard disk, le testine leggono e scrivono i dati sulla superfice magnetica dei piatti.</p>
<p>Da tempo si ipotizza che l&#8217;avvento e sviluppo dei dischi fisici, composti solo da microchip, determinerà la progressiva scomparsa degli hard disk. Attualmente però, i costi elevati e la scarsa affidabilità dei chip prodotti a livello industriale, non lascia intravedere questo momento.</p>
<p>Fonti: Wikipedia e IBM</p>
<p><a title="recupero dati" href="http://www.storageservice.it">Recupero dati</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.storageservice.it/contatti.html"><img class="aligncenter" title="recupero dati" src="http://www.storageservice.it/imgs/recuperare-dati.jpg" alt="" width="500" height="50" /></a></p>
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		<title>Recupero Dati e Nuovo Look!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 22:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.storageservice.it/imgs/blog-online.jpg" alt="" width="400" height="300" />Storageservice.it è lieta di annunciare il suo nuovo sito internet!</p>
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<p style="text-align: left;">Garanzia di massima cortesia, efficenza e disponibilità al miglior prezzo sul mercato per il recupero dati!</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Recupero Dati Hard Disk" href="http://www.storageservice.it/new/contatti.html"></a><a href="http://www.storageservice.it/contatti.html"><img class="aligncenter" src="http://www.storageservice.it/imgs/recuperare-dati.jpg" alt="" width="500" height="50" /></a></p>
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